
Sabato scorso, nel verde del Parco Regionale dell’Appia Antica, si è tenuta la seconda edizione del “Villaggio dello Sport“, un’iniziativa promossa dalla Regione Lazio per avvicinare il grande pubblico alla pratica sportiva, valorizzandone la funzione sociale, educativa e inclusiva. Numerose discipline si sono alternate lungo la giornata, con attività dimostrative e partecipative aperte a tutte le età.
Un tatami per tutti: il judo come strumento educativo e accessibile
Tra gli stand presenti anche quello dedicato al judo per ragazzi con Disabilità, curato su incarico del CIP Lazio e del FISDIR Lazio dagli istruttori della società Fukuro Roma — Anna Maria Lancia, Luca Forte e Sara Nicoletti — che hanno guidato bambini e ragazzi con disabilità in semplici attività motorie e giochi ispirati alla disciplina, offrendo un primo contatto con il tatami in un clima di rispetto e ascolto.
A supportare lo staff c’era anche Andrea Forte, atleta della Nazionale FISDIR di judo e persona con sindrome di Down, la cui partecipazione ha rappresentato un valore aggiunto sia simbolico che concreto. Andrea ha collaborato alle attività, interagendo con i giovani partecipanti e dimostrando quanto lo sport possa davvero essere un terreno fertile per l’inclusione reale.


L’allenamento condiviso: un esempio concreto di sport integrato
Nel pomeriggio, alle ore 15:00, si è tenuto inoltre un allenamento congiunto, organizzato in collaborazione con il CONI Lazio e la FIJLKAM, che ha coinvolto atleti con e senza disabilità in un’unica sessione condivisa. Un momento particolarmente significativo, che ha espresso con naturalezza l’idea di uno sport come spazio comune, aperto, dove le differenze non sono ostacoli, ma possibilità di crescita reciproca.

