
Il Go-Kyo rappresenta la storica classificazione giapponese delle tecniche di proiezione nel Judo. Introdotto nel 1895 dal Maestro Jigoro Kano, fondatore del Kodokan, il Go-Kyo fu concepito come un metodo strutturato per l’insegnamento del judo moderno, distinto dalle antiche scuole di ju-jitsu. Kano, insieme ai suoi migliori allievi e ad alcuni maestri di alto grado, definì cinque gruppi tecnici (da cui il nome Go-Kyo, cioè “cinque insegnamenti”) che raccoglievano 38 tecniche di proiezione. Questa classificazione nasceva da un’esperienza concreta e da anni di osservazione della pratica marziale, con l’obiettivo di creare un sistema didattico progressivo, efficace e coerente.
Il Go-Kyo del 1920: La Revisione Tecnica di Kano
Nel 1920, il Go-Kyo fu rivisitato dal Maestro Kano con l’aiuto di alcuni tra i più autorevoli maestri del Kodokan. La nuova versione prevedeva 40 tecniche fondamentali, suddivise ancora una volta in cinque gruppi da otto tecniche ciascuno, a cui si aggiunsero 16 tecniche non fondamentali. Questa revisione rese la progressione ancora più fluida e funzionale, adattandola alle esigenze dell’insegnamento e alla pratica contemporanea. Il nuovo Go-Kyo mirava a una trasmissione del Judo più chiara, efficace e accessibile, mantenendo intatti i suoi valori originari.
La Classificazione Moderna: Suddivisione per Aree del Corpo
Nel 1982, il Kodokan Judo Institute riorganizzò nuovamente la classificazione delle tecniche, introducendo un criterio anatomico. Le tecniche di proiezione furono suddivise in cinque categorie principali:
- Te-Waza (tecniche di braccia),
- Koshi-Waza (tecniche d’anca),
- Ashi-Waza (tecniche di gambe e piedi),
- Ma-Sutemi-Waza (tecniche di sacrificio all’indietro),
- Yoko-Sutemi-Waza (tecniche di sacrificio laterale).
Questa classificazione riflette un approccio più tecnico e funzionale, in linea con le esigenze dell’allenamento moderno e della competizione agonistica. Attualmente, la versione aggiornata, comprende 68 tecniche ufficiali, alcune delle quali recuperate dalle versioni precedenti.
Il Metodo Kawaishi: Il Go-Kyo Adattato all’Occidente
Un’importante evoluzione nell’insegnamento del Judo in Occidente è legata al Maestro Mikoshiba Kawaishi, che negli anni Trenta ideò un metodo didattico specifico per gli europei. Questo approccio, pur basandosi sugli insegnamenti di Kano, introdusse alcune modifiche per adattare il Judo alla cultura e alla psicologia occidentale. Tra le innovazioni principali vi fu l’introduzione delle cinture colorate (kyu) per incentivare lo studio graduale e motivare i principianti. Il metodo Kawaishi rese più accessibile il judo in Europa, partendo da un numero ridotto di tecniche fino alla cintura marrone, per poi reintegrare l’intera classificazione del Maestro Kano con il conseguimento della cintura nera.
L’Importanza del Go-Kyo nell’Apprendimento del Judo
Il Go-Kyo non è soltanto una classificazione tecnica, ma rappresenta il cuore pedagogico del Judo. Attraverso questa progressione, i praticanti sviluppano non solo abilità fisiche, ma anche valori morali come il rispetto, la disciplina e la perseveranza. Ogni tecnica insegnata nel Go-Kyo è pensata per costruire una comprensione profonda dei principi fondamentali del Judo, preparando l’allievo a una pratica consapevole e sicura.