
Il De-ashi-barai (出足払) è molto più che la prima tecnica del Go-Kyo no waza, la classificazione canonica del judo: è l’archetipo della spazzata intelligente, l’essenza di un gesto che unisce leggerezza, tempismo e strategia. La sua apparente semplicità nasconde una raffinatezza tecnica che pochi sanno padroneggiare davvero.
Harai o Barai? Un dettaglio linguistico che fa la differenza
Nel linguaggio giapponese del judo, harai significa “spazzata”. Tuttavia, quando questa parola si inserisce in una locuzione composta — come nel caso di de-ashi-barai — la “h” si indurisce in “b”, secondo un principio fonetico noto come rendaku. Da qui il termine “barai”.
Che cos’è il De-ashi-barai
Il termine de-ashi-barai si traduce letteralmente in spazzata del piede avanzante.
- De = in avanti
- Ashi = piede
- Barai = spazzata
Il concetto chiave è attaccare il piede avanzato dell’avversario (uke) nel momento in cui è più vulnerabile: sospeso, privo di carico, pronto a poggiarsi al suolo. È in quell’attimo impercettibile che il judoka (tori) agisce, spazzando via l’appoggio con un movimento laterale rapido e mirato.
La tecnica in dettaglio: tra sensibilità e tempismo
La spazzata non è mai una questione di forza. Il De-ashi-barai è un esempio virtuoso di come il judo premi chi sa sentire l’altro: il momento giusto viene percepito con la vista, con le mani, ma soprattutto con un’intuizione affinata dalla pratica.
Requisiti per una spazzata efficace:
- Tempismo assoluto: il piede va colpito quando è in aria, non prima né dopo.
- Rilassamento muscolare: tensioni inutili compromettono la precisione.
- Controllo dell’equilibrio: sia per destabilizzare uke, sia per rimanere centrati.
- Fluidità: ogni parte del corpo deve accompagnare il gesto.
Scomposizione tecnica: kuzushi, tsukuri, kake
Come ogni proiezione del judo, anche il De-ashi-barai si articola in tre fasi fondamentali:
- Kuzushi (squilibrio) – Tori tira uke in avanti e lateralmente, inducendo lo spostamento di peso.
- Tsukuri (preparazione) – Un rapido cambio di direzione invita uke ad avanzare col piede “giusto”.
- Kake (esecuzione) – Nel momento esatto in cui il piede è avanzato e leggero, tori lo spazza con la suola, completando il gesto con una trazione sincrona delle braccia.
Il piede avanzato: bersaglio privilegiato
Elemento fondamentale è che il piede da colpire sia avanzato, ossia proiettato in avanti rispetto al baricentro di uke. Non importa in quale direzione si stia muovendo l’avversario: ciò che conta è che il piede sia esposto, isolato, “offerto” al momento giusto.
Tattiche e contesto: Kenka Yotsu e oltre
Il De-ashi-barai è particolarmente efficace in posizione Kenka Yotsu, ovvero quando i due judoka hanno guardie opposte (un mancino contro un destro). In questo scenario, la spazzata sul piede avanzato, eseguita con la presa tsurite (al bavero) e la stessa gamba, produce spesso un effetto travolgente, difficile da neutralizzare.
Controspazzate e contrattacchi: il Tsubame Gaeshi
Tra i contrattacchi più raffinati e spettacolari, spicca il Tsubame Gaeshi, che prende il nome dal volo agile della rondine. In questa tecnica, uke risponde al tentativo di spazzata con un de-ashi-barai a sua volta, in un gioco di riflessi e intuito che sfiora la danza. La chiave è l’asimmetria di tempo e di ritmo: chi percepisce meglio l’attimo, prevale.
Applicazioni combinate e versatilità
La spazzata brilla anche nelle combinazioni dinamiche (Renraku Waza), in cui viene usato per aprire spazi o indurre reazioni:
- De-ashi-barai → Hiza Guruma, se uke cerca di retrocedere.
- De-ashi-barai → Tai Otoshi o Uki Goshi, quando uke evita la spazzata sollevando la gamba.
È una tecnica ideale anche per rompere la staticità di un combattimento difensivo: attacchi ripetuti e ben mascherati mettono in crisi anche gli avversari più solidi.
Conclusione: la forza dell’eleganza
Il De-ashi-barai è la dimostrazione concreta che nel judo, non è la potenza a fare la differenza, ma il momento. Insegna a vedere l’invisibile, ad agire senza forzare, a colpire dove l’altro non si aspetta. È una tecnica che educa il corpo all’efficienza e la mente all’intuizione. Per questo, resta una delle spazzate (harai/barai) più usate, amate e temute del judo.